venerdì 9 dicembre 2016

La bambola assassina


Per quanto folle possa sembrare, Chucky è in realtà ispirato ad una vera bambola, chiamata Robert The Doll. Nel 1903, a 5 anni, Robert Eugene Otto ricevette una bambola, in dono, da un servo. Il bimbo chiamò la bambola come lui ed erano inseparabili: aveva la sua sedia al tavolo e dormivano insieme. Poco dopo aver ricevuto la bambola, i genitori di Otto cominciarono a sentire due voci provenire dalla camera da letto del figlio. Una era la voce di Otto, ma l’altra era molto diversa. Otto crebbe e si sposò, ma non si è mai sbarazzato della bambola. Stava seduta in una stanza nella loro casa in Florida. Otto e sua moglie morirono a metà degli anni ’70 e nuove persone si trasferirono nella casa dove Robert rimase. Hanno affermato di sentire delle risatine e, a volte, il volto della bambola appariva cambiato. Nel 1994, Robert the doll è stato donato ad un museo dove risiede in una teca di vetro. I visitatori del museo devono chiedere il permesso per scattare una fotografia della bambola. Se non lo fai, la leggenda dice che la bambola ti maledirà. Il museo espone lettere di cosiddetti individui “maledetti”, che hanno scritto alla bambola, scusandosi per non aver chiesto il permesso, e chiedendole di essere liberati dal suo incantesimo.

lunedì 5 dicembre 2016

Il vampiro Madame Crystelle

L’epoca Vittoriana inglese, la più buia e macabra che la fotografia ricordi è caratterizzata da sconcertanti usi e costumi e follli superstizioni impresse su carta.
La paura della morte, di perdere persone care, tutt’ora ci pervade.
Sebbene nella contemporaneità spesso si pensa alla morte con un sereno distacco, all’epoca la si viveva con un morboso e maniacale attaccamento alla religione. Molti cimiteri e luoghi sacri inglesi e dell’Europa centrale sono pieni di simboli e segni che testimoniano un’epoca unica.
Indemoniati, pazzi, bestemmiatori e persone ritenute vampiri, streghe o entità malefiche venivano tumulati con bare rinforzate e la tomba veniva ulteriormente rinforzata con grate di acciaio rinforzato per impedire appunto inaspettati risvegli dei demoni.

Particolare scalpore fece la storia di Madame Crystelle, ritenuta da molti storici una delle personalità più malvagie e controverse del diciannovesimo secolo.
La facoltosa signora era ritenuta essere l’incarnazione di demoni ed entità soprannaturali diaboliche.
Il suo fare eccentrico e stravagante ed alcune sue incontrollate manifestazioni d’ira violenta la fecero definire dall'opinione pubblica un vampiro.
Si dice che ella avesse un morboso attaccamento ai morti ed ambienti cimiteriali, che di sera visitasse i loculi funerari con stravaganti vestiti rituali.
Probabilmente la signora era affetta da una rara malattia chiamata sindrome di Lyme che causa disordini cardiaci e psicologici.
Ovviamente, all’epoca, la spiegazione sola ed unica era naturalmente il diavolo.

Nel gennaio del 1897 Crystelle si suicidò con i 2 figli neonati con una massiccia dose di arsenico ed oppiacei. Ai becchini fu ordinato di sbarrare le tombe con delle gabbie di acciaio temprato per evitare risvegli inaspettati; da parte della signora del male ed i suoi 2 figli.
In seguito a misteriosi avvistamenti notturni il corpo della donna venne riesumato, smembrato e privato del cuore, che fu in seguito mummificato con nitrato di ammonio e posto in un cofanetto ligneo. Oggi si trova al museo inglese di G. Twinigs.