venerdì 17 marzo 2017

Il fantasma del Teatro Adelphi

Si dice che il Teatro di Londra sia infestato dal fantasma di William Terris, un popolare attore che venne ucciso da un rivale geloso.
L'assassinio avvenne il 16 Dicembre del 1897, durante lo spettacolo Secret Service, un triller che aveva Terris e la sua amante Jessie Milward come protagonisti. Nella produzione un ruolo minore era interpretato dall'attore Richard Arbor Prince, il quale a quanto pare nutriva grande gelosia per il collega Terris. Alla fine Prince si procurò un pugnale, intenzionato a uccidere l'avversario.
La sera del giorno stabilito, Prince si travestì da usciere del teatro e accoltellò a morte Terris mentre camminava in Maiden Lane. L’uomo spirò in modo drammatico nelle braccia del suo assassino, sospirando le parole “Io ritornerò”.
In seguito Prince venne processato per omicidio, ma evitò il carcere dimostrando di essere malato mentale. Trascorse così il resto dei suoi giorni in un istituto speciale, morendo nel 1897 all’età di 71 anni.
La presenza del fantasma di Terris non è stata riportata fino al 1928. In quell’anno un turista, che non era al conoscente della storia di Terris, dichiarò di aver visto una figura maschile vestita con abiti Vittoriani muoversi per Maiden Lane. La figura scomparve all’improvviso, e il testimone la identificò subito come un fantasma. Successivamente il testimone riconobbe nel fantasma la figura di Terris, grazie al confronto con una foto dell’epoca.
Nel 1928 una serie di fenomeni Poltergeist vennero rilevati nel camerino una volta utilizzato da Milward. Una famosa attrice di teatro, conosciuta come June, dichiarò che in quel locale si provava la sensazione di essere avvinghiati da qualcosa e le sedie tremavano all’improvviso, senza motivo. Inoltre la donna raccontò di strani riflessi verdastri che si muovevano all’interno dello specchio, e di forti tonfi contro la porta chiusa del camerino. Successivamente si venne a sapere che Terris aveva l’abitudine, durante gli spettacoli, di bussare con forza contro la porta del camerino di Milward ogni volta che passava per il corridoio.

Nel 1956 il fantasma di Terris venne visto più volte vagare nella metropolitana di Covent Garden, vestito di grigio, con una mantella e guanti bianchi. Il fantasma sembrava divertirsi nello spaventare gli astanti. Un medium condusse una seduta spiritica nella stazione e in trance realizzò un disegno quasi identico ad una fotografia dello stesso Terris.
La luce verdastra venne segnalata anche nel 1962, quando un operaio che lavorava dietro le quinte del teatro la vide volteggiare sul palco. L’entità tirò via le tende, si diresse verso il pubblico e ribaltò violentemente intere file di poltrone.

lunedì 13 marzo 2017

Il fantasma e l’orologio a pendolo

Qualche anno fa morì un noto avvocato di Milano. Passato il dolore in famiglia, alquanto numerosa, la vita riprese il suo corso nella grande casa. Lo studio non fu smantellato, ma per desiderio sia della moglie che dei figli già grandi, rimase così come l’aveva lasciato l’estinto. Veniva spesso spolverato e pulito a fondo ogni tanto, così da apparire sempre in ordine, come fosse in attività. Ma dopo qualche tempo avvenne un caso molto strano,  terrorizzante. Mentre la domestica era intenta a pulire la stanza, e precisamente quando era chinata in terra per pulire con uno straccio vicino ad una poltrona, sentì ad un tratto un forte peso sulle spalle come se qualcuno avesse poggiato con forza le mani su di esse. Nello stesso tempo avvertì sulla schiena la vicinanza e il peso di un corpo. Istintivamente la donna alzò il capo, senza riuscire però a sollevare il corpo schiacciato da quel peso estraneo. Una volta sollevata la testa, gli occhi si posarono su un grande specchio di fronte. Nello specchio le apparve riflessa una scena raccapricciante: vide dietro di se uno spettro che pigiava le sue mani sulle sue spalle. Lo spettro, in quell'istante sollevò la mano sinistra portandola in aventi con l'indice proteso. La donna cominciò a urlare, e con uno sforzo sovrumano si liberò dalla stretta e fuggì dalla stanza cadendo stremata nelle braccia della signora che era stata attirata dalle sue grida strazianti. Naturalmente della cosa se ne parlò in famiglia, ma ben presto il tutto fu ritenuto un’allucinazione della domestica, forse suggestionata dalla sacralità dello studio del morto. La cosa sembrava essersi così archiviata, quando un altro fatto venne a turbare la quiete familiare. Questa volta la persona coinvolta fu la stessa moglie dell’avvocato morto. Una sera, la signora, si era seduta su una poltrona dello studio, come qualche volta faceva, per ricordare in solitudine il marito. Ad occhi chiusi ripensava alla loro vita e a tanti fatti tristi e lieti accaduti, quando a un tratto, anch'essa si sentì spingere sulle spalle da due mani sempre con più forza. La donna, in stato di lieve torpore, in un primo momento non si capacitò, ma lentamente la cosa assunse uno stato sempre più reale, fino a che aprì gli occhi e si accorse di essere sveglia. Il peso sulle spalle era ben concreto. Anche’essa allora con scatto alzò la testa e gli occhi si volsero verso il grande specchio. La stessa scena raccapricciante vista dalla domestica si ripeté. Vide riflesso il fantasma con l’indice puntato verso lo specchio. La donna cacciò un urlo, ma non ebbe forza di alzarsi perché subito dopo svenne. La nipote, accorse nella stanza e trovò la zia svenuta sulla poltrona. A questo punto la questione fu presa più seriamente in quanto gli avvenimenti non si potevano più spiegare con la semplice suggestione, perché le persone che avevano avuto la visione erano due, una delle quali la consorte stessa dell’avvocato, donna colta, non così facile a cadere vittima di una suggestione. La questione venne dibattuta dai figli e dalla madre. La visione fu analizzata in tutti i particolari e vennero fuori dei punti che attrassero l’attenzione di tutti. Il fantasma ricordava vagamente il defunto. Inoltre, in ambedue le visioni lo spettro, facendo pressione sulle spalle delle donne, le aveva spinte ad alzare la testa sì da costringerle a volgere gli occhi sul grande specchio dello studio perché potessero vederlo. Non solo, ma il fantasma aveva nelle due circostanze puntato la mano verso lo specchio stesso. Da ciò si poteva dedurre che lo spirito aveva ripetuto gli stessi gesti forse con un fine preciso, come se lo dovessero assolutamente vedere in quella posa. Che cosa significava tutto ciò? Lo spirito aveva qualcosa da dire? Questo sospetto si fece strada tra i membri della famiglia e fu così presa una decisione. Uno dei figli, il secondogenito, si offerse di trascorrere molte ore nello studio dovendosi preparare per un concorso medico, sì da poter essere pronto ad eventuali nuovi segnali spiritici.

Il caso Einfield

Parliamo di un caso di attività paranormale di poltergeist accaduto tra l'agosto 1977 e il settembre 1978 a Enfield, cittadina a nord di Londra, Inghilterra.
I fatti si svolsero in casa di Peggy Hodgson che viveva con i suoi 4 figli (Margaret, Janet, Pete e Jimmy). In particolare, i fenomeni parevano ruotare intorno a Janet, che aveva allora 11 anni.
I primi a lamentare qualcosa di insolito sono proprio Janet e il fratello Pete (10 anni), che raccontano alla madre di aver sentito i loro letti tremare. La sera seguente si sentono degli strani colpi sulle pareti, e in seguito la stessa Peggy Hodgson, all'inizio estremamente scettica, vede un grosso cesto di biancheria scivolare lungo il pavimento senza essere toccato da nessuno. Terrorizzata, la signora Hodgson chiama la polizia ad ispezionare la casa. Mentre i poliziotti effettuano la perlustrazione, si sentono una serie di colpi di origine ignota e una sedia inizia a muoversi da sola. Nei giorni seguenti, mentre Peggy Hodgson cerca invano qualcuno in grado di aiutarla (vengono contattati esponenti del clero, medium e infine anche la stampa), i fenomeni si intensificano: gli oggetti più disparati (giocattoli, biglie, ecc.) cominciano a muoversi e a colpire i membri della famiglia, rivelandosi bollenti una volta tornati immobili. Due giornalisti del Daily Mirror riescono a vedere alcuni mattoncini di Lego spostarsi e fluttuare in aria, e uno di loro viene addirittura colpito sul viso da uno di essi mentre cerca di fotografare l'incredibile fenomeno.
Come accennato, gli incidenti si incentrava in particolar modo intorno alla piccola Janet. Una strana forza sembra strapparle di dosso le coperte e i cuscini mentre è a letto, e a volte la spinge e la strattona con violenza. Nel dicembre 1977 vengono riportati i fenomeni di levitazione. Anche se le numerose fotografie scattate a distanza da due ricercatori vengono etichettate come prova di una messinscena (il corpo di Janet è in tensione, come durante un salto), due differenti testimoni raccontano di aver visto levitare la ragazzina ed alcuni giocattoli attraverso la finestra.
A un certo punto, dalla gola di Janet cominciano a provenire degli strani suoni che si trasformarono in una vera e propria voce che dialoga con i presenti. Secondo un ventriloquo è stata la stessa Janet a produrre la voce, è tuttavia certamente insolito il fatto che la ragazzina riesca a parlare speditamente in quel modo, talvolta anche per due ore consecutive, senza riportare la benché minima infiammazione della laringe né alterazioni vocali di alcun genere.
La voce rivela di essere il fantasma di Bill Wilkins, un tempo inquilino della casa di Green Street. “Sono diventato cieco, poi ho avuto un’emorragia, mi sono addormentato e sono morto su una sedia in un angolo al piano di sotto”, dice la voce di Bill. A distanza di poche settimane Terry Wilkins, figlio di Bill, conferma la veridicità dei fatti.
Dopo quasi due anni i fenomeni si attenuano rapidamente e infine cessano del tutto. La maggior parte dei testimoni oculari si dichiara convinta della natura paranormale della vicenda, altri ovviamente sollevano delle forti perplessità a riguardo. Quello che si sa, è che questi eventi sono tuttora caso di controversia.